luglio
luglio balla il tango di san salvario
lungo steso sul marciapiede che sa di pesce e piscio
luglio toglie il fiato
Luglio è tanto il bene che ti voglio
luglio come il cortile di una prigione
lampioni dritti in fila
come soldati messi sull’attenti e poi
dimenticati
come nel sogno quand’ero bambino
muovo le braccia e mi alzo in volo
dai gradini della scuola
e le facce stupite sempre più distanti
guardami in volo
sopra antichi
“il marciapiede dove cinque aanni prima aveva giocato al mondo” (nabokov)
(come in un film alla televisione, come in un pezzo di telegiornale. Le solite strade, le solite case. Tornare a rincorrersi lungo i muri
il senso di qualcosa che è stato, riconoscibile come non reale perchè lontano, riverberato, oscillante; rumore di bambini
le geometrie inesorabili dei palazzi di periferia, dei meccanismi del gioco )
(la storia):
Un uomo insegue un altro uomo. Tutto qui. E’ la sua missione, raggiungerlo. E’ un poliziotto …, è il … che cerca il suo rivale, non importa. Perchè le strade, le case, i muri, i sotterranei sono i luoghi dove entrambi hanno giocato, tanti anni fa. Quando quelle strade, quelle trincee d’asfalto e cemento nudo non si mostravano in tutta la loro assurdità, (perchè.) Erano tutto quello che due bambini conoscevano. Era il mondo, e il mondo non lo si giudica. Ci si corre dentro, ci si nasconde negli angoli bui, trattenendo il fiato e contando. Perchè il gioco inizia, ed è guardia e ladri.