Category Archives: Songbook – Originals

TE LO IMMAGINI

te lo immagini
te lo immagini
te lo immagini
pagare i debiti
te lo immagini
andare via di qui
via
via

te lo immagini
te lo immagini
te lo immagini
sapere dove sei
te lo immagini
sapere già come andrà

non è facile
vederti al limite
sempre
sul punto di esplodere
e stare immobili

te lo immagini
non dover nascondersi più
te lo immagini
sentire che ce la fai

non è facile
vederti fragile
sempre
sul punto di andare via
sentirti come me

sta iniziando a piovere
lo senti
chiudi gli occhi un attimo
va meglio

non è facile
a volte
sembra inutile
ma in fondo il gioco è così
e non so neanche perchè
non sto mai zitto

 

(Paolo Manera, 1998)

SO QUALCOSA DI TE

so qualcosa di te
che tieni ben nascosto
so qualcosa di te
qualcosa che non puoi sopportare
so qualcosa di te
e piuttosto che vederlo avrei preferito bruciare
vivo

so qualcosa di te ed è sceso così freddo
e ho smesso di respirare
so qualcosa di te che spazza via ogni cosa
e mi lascia più stanco e solo
so qualcosa di te e so che ti piacerebbe
avere un bel vaffanculo e chiuderla così

so qualcosa di te qualcosa a cui tengo
e posso anche impazzire
ma non mi perderò sai
so qualcosa di te e lo tengo ben stretto
e lo guardo ogni mattina

so qualcosa di te, qualcosa di me
che non puoi cancellare
so qualcosa di te, qualcosa di me
che non puoi umiliare
con queste frasi stanche e vuote
so qualcosa di me qualcosa di me
andrò finchè c’è strada
sotto stelle incandescenti e pioggia viva
e accenderò nuovi fuochi
per ogni notte lunga e buia come questa
e non sarò solo

 

(Paolo Manera, 1997)

NUOVA

come stai
di notte quando spegni la luce
tieni il fiato e aspetti
come stai
ascolti ancora le auto passare
in corsa lenta via da te

come stai
se voglio riesco sempre a capirlo
le mani ti tradiscono
potessi io
scacciare le ombre intorno ai tuoi occhi
a qualunque prezzo tenterei

tu
tu
sei così sola
sei così sola

non ho più
parole da appoggiarti al cuscino
è già tutto scritto
nitido

sono qui
tra le auto che puoi sentire in distanza
vorrei viaggiare insieme a te

tu
tu
sei così sola
sei così sola

(Paolo Manera, 1997)

MARTEDì

baciami ancora
non so
quando e come
tornerò

braccia distese
guardo
la stanza d’albergo
sempre
uguale
cambia il nome che dico

non so più se è successo davvero
non so che stare sveglio a pensare

cambia il lavoro
che mi spezza la schiena
cambia il clima
imparo
nuove lingue
e colori

a volte sai resto sveglio a pensare
a volte sai cerco di ricordare
a volte sai sogno noi su una spiaggia
stringo e bacio i tuoi capelli bagnati

dormi tranquilla
sogna
un cielo più dolce
da imparare ad amare

 

(Paolo Manera, 1997)

SOL

dimmi cosa ti piace
quale parte del mondo vorresti vedere
dimmi se vuoi restare
o andare via
il resto non conta
non restiamo a parlarne ancora
o non cambieremo mai

non ricordo da quando
siamo in viaggio su questo rottame
sotto un cielo martello
che non si apre mai
ci fermiamo
cessi pubblici e caffè amari
e un telefono che non va mai

non c’è modo di fermarsi adesso
non è il caso di lasciare il gioco adesso

fossi solo capace
di parlare al momento giusto
o di restare in silenzio
asoltare te
non contare
le volte che abbiamo tentato e sbagliato
non ti accontentare mai

non c’è modo di fermarsi adesso
non è il caso di lasciare il gioco adesso
voglio tutto e importa come e con chi
credi tutto andrà al posto giusto

siamo andati via in tempo
o quel posto ci avrebbe inghiottito
tu lo sai non è tardi
per tornare a casa

non c’è modo di fermarsi adesso
non è il caso di lasciare il gioco adesso
voglio tutto e importa come e con chi
credi tutto andrà al posto giusto

andrà andrà andrà andrà
andrà andrà andrà andrà

(Paolo Manera, 1997)

WALTER

quando esco e cammino per strada
si ride dei miei turbamenti e poi
non voglion più darmi da bere perchè
disturbo

a volte ritorno al quartiere
che cambia ma resta lo stesso sai
aspetto al portone di fronte al tuo
ma tu non arrivi mai
e gioco nell’ombra coi suoni
ascolto i rumori di fuori e poi
raccolgo le foto e i ricordi di mai
e aspetto aspetto

come stai amore mio perchè guardi così
non sono più bello lo so
ti chiedi talvolta com’è che si fa
a riuscire sempre
ad andare oltre
tutte le cose

e gioco con gli alberi e i cani
ascolto i rumori di fuori e poi
raccolgo le foto e i ricordi di mai
e aspetto aspetto
Come stai amore mio
presto andremo a ballare un bel
cha-cha
cha-cha

(Paolo Manera, 1993)

vedi

vedi

vedi
quanti pezzi di giornale
vedi
quante luci che scintillano e van via
e ti lasciano il silenzio
e qualcosa strano
dentro
che non sai neppure come chiamare

vedi
quante lacrime in ritardo
vedi vedi
quante scene da dimenticare
e forse è colpa di nessuno
se ogni cosa si smarrisce o si consuma
o gesù gesù
lo avresti mai pensato
che ti avrei chiamato ancora e forse non sto bestemmiando
ma il dolore è così forte a volte e pulsa e toglie il fiato
e ritorna senza avviso o spiegazioni e t’inchioda

guarda
questa specie di buffone è qui per te
ti ha trovato anche stavolta
non si arrende mai
lo sai

(Paolo Manera, 1993)

oh oh (la verità)

oh oh (la verità)

scappa via
diamo fuoco a ogni vecchia bugia
scappa via
da ogni scherzo della nostalgia

scappa via
non voltarti è la regola lo sai
scappa via
tu che detesti poi le mie malinconie

mi sembrava così chiaro
non adoro i miei tormenti
è così facile crollare è così facile

scappa via
fallo in fretta e dimentica se vuoi
non gridare più no
non volevo giuro farti così male

mi sembrava così chiaro
non adoro i miei tormenti
è così facile crollare è così facile

la verità la verità…
è che siam bravi soprattutto a farci male
a confonderci in parole che non dicono più niente

scappa via
un’altra volta è incoscienza e follia
un’altra volta sai
sai dove sbaglio
è nell’impressione che sei sempre e solo mia

tieni stretto il tuo tesoro
corri fiera nella notte
non pensarmi mai lontano anche se non ti cerco

la verità la verità…

è questa notte che morde
è questa pioggia senza sosta
dimmi qualcosa dimmi tutto
non si può dimenticare non si può ricominciare non capisco giuro

è così assurdo
diamo fuoco a tutto quello che abbiamo
non si può tagliarsi a pezzi e dire adesso è meglio
non si può tagliarsi a pezzi e dire

tieni stretto il tuo tesoro
corri fiera nella notte
non pensarmi mai lontano anche se non ti cerco

la verità la verità…

la verità cosa vuoi che sia la verità
è un fazzoletto sulla fronte
è una risata dal cortile
la verità cosa vuoi che sia
i nostri occhi in mezzo al buio
le nostre facce che combattono i segni di un’altra bufera
la verità cosa vuoi che sia la verità
i nostri occhi in mezzo al buio
le tue risate alle mie storie
la verità guardala bene
quando ti appare in un istante
che incendia tutto e torni a zero e non puoi più restare fermo
la verità è quel che importa
la verità è quel che resta
danziamo nudi nella notte e litighiamo con dolcezza
la verità cosa vuoi che sia
è tutto qui ed è così giusto
lascia la luce accesa ancora è solo uno scherzo della nostalgia
la verità la verità ci siamo ancora e siamo noi
guarda i miei occhi stringi le mani

SOLO UN SOGNO

SOLO UN SOGNO

mi sveglio e non c’è il sole fuori e non si riesce a respirare
lungo le strade vuote tutto è spento e chiuso e non c’è un suono (nessuno, nessuno)
e corro via in un’auto presa a caso e dietro a me l’asfalto va a pezzi
e sono in cima a una collina guardo il mondo conosciuto in fiamme, in fiamme
SOLO UN SOGNO – SOLO UN SOGNO

è notte quando vedo lui e dico vedi faccio bene
ad avere sempre quel coltello, così affilato
un colpo solo al collo e vedo i suoi occhi piccoli che si chiudono senza un perchè
fa freddo adesso e ho tutti intorno e le sirene si avvicinano, io aspetto, aspetto
SOLO UN SOGNO – SOLO UN SOGNO

barcollo cado e il pavimento è un pozzo scuro senza fondo
striscio alla porta verso il suono e apro è lei
e in questi anni lo sapevo
ed è tutto quello che ho aspettato e cercato
ma nel riflesso c’è soltanto un vecchio a pezzi stringe il nulla e grida, e grida

SOLO UN SOGNO – SOLO UN SOGNO

più di un minuto

più di un minuto

vai vai
non restare a pensarci
sputa alla notte e a me
ridi di me che sto zitto
e con le spalle al muro
un’altra volta ancora senza scegliere
vai vai
a cercare il mio cuore
sarà già spento o batte fuori tempo
e poi lotta
per farmi piangere
più di un minuto
il tempo di iniziare a
buttare via parole e cose
poi guardare in faccia il vuoto
e saperci rider sù
buttare via conquiste e sogni
dare un bacio al cielo e ai giorni
più in là
brucia nella gola il silenzio
e bruciano i tuoi occhi
e tutto quello che han visto
e che è sbiadito e andato via
lasciando tracce che la pioggia cancella
niente da capire o pensare
forse si perde sempre
e resta quella paura
di non resistere
di non capire quel che è vero
quel che dura
buttare via…
ciao ciao
non so dire nient’altro
non c’è fortuna o pace o tregua
c’è solo il tempo
che è cibo amaro e dannazione
ma noi testardi
a chiedere ancora un giro
vai vai
a cercare il mio cuore
sarà già spento o batte fuori tempo
e poi stringimi
e fammi piangere
più di un minuto
il tempo d’iniziare a
buttare via…

Luglio – la canzone che un giorno si scriverà

luglio

luglio balla il tango di san salvario
lungo steso sul marciapiede che sa di pesce e piscio

luglio toglie il fiato
Luglio è tanto il bene che ti voglio

luglio come il cortile di una prigione

 

 

lampioni dritti in fila
come soldati messi sull’attenti e poi
dimenticati

come nel sogno quand’ero bambino
muovo le braccia e mi alzo in volo
dai gradini della scuola
e le facce stupite sempre più distanti
guardami in volo
sopra antichi

“il marciapiede dove cinque aanni prima aveva giocato al mondo” (nabokov)

(come in un film alla televisione, come in un pezzo di telegiornale. Le solite strade, le solite case. Tornare a rincorrersi lungo i muri

il senso di qualcosa che è stato, riconoscibile come non reale perchè lontano, riverberato, oscillante; rumore di bambini
le geometrie inesorabili dei palazzi di periferia, dei meccanismi del gioco )
(la storia):
Un uomo insegue un altro uomo. Tutto qui. E’ la sua missione, raggiungerlo. E’ un poliziotto …, è il … che cerca il suo rivale, non importa. Perchè le strade, le case, i muri, i sotterranei sono i luoghi dove entrambi hanno giocato, tanti anni fa. Quando quelle strade, quelle trincee d’asfalto e cemento nudo non si mostravano in tutta la loro assurdità, (perchè.) Erano tutto quello che due bambini conoscevano. Era il mondo, e il mondo non lo si giudica. Ci si corre dentro, ci si nasconde negli angoli bui, trattenendo il fiato e contando. Perchè il gioco inizia, ed è guardia e ladri.