Category Archives: Songbook – Covers

Lavorare con lentezza

Lavorare con lentezza
senza fare alcuno sforzo
chi è veloce si fa male
e finisce in ospedale
in ospedale non c’è posto
e si può morire presto

Lavorare con lentezza
senza fare alcuno sforzo
la salute non ha prezzo,
quindi rallentare il ritmo
pausa pausa ritmo lento,
pausa pausa ritmo lento
sempre fuori dal motore,
vivere a rallentatore

Lavorare con lentezza
senza fare alcuno sforzo
ti saluto ti saluto,
ti saluto a pugno chiuso
nel mio pugno c’è la lotta
contro la nocività

Lavorare con lentezza
senza fare alcuno sforzo
Lavorare con lentezza
Lavorare con lentezza
Lavorare con lentezza

Prima della guerra

E se chiedevi luce scattava la macchina centrale che generava la forza di un grande sole artificiale
E le città brillavano come incendi all’orizzonte se arrivavi dal cielo sopra una macchina volante
Prima della guerra
Prima della guerra
Prima della guerra
Prima della guerra

Dicono di un congegno che sparava gli occhi sulle stelle
Che potevi guardare in un uomo attraverso la sua pelle
E la gente accendeva certi specchi inteliggenti e arrivavano immagini e voci dai posti più distanti
Prima della guerra
Prima della guerra
Prima della guerra
Prima della guerra

Anche il resto vorrei sapere
Questa scatola per ricordare perché non parla più con me
Perché aggiustarla non so
Chissà se altre ne troverò
Capisco quelle voci per metà
Ma doveva essere grande una città
Quel tempo di tanto tempo fa
Prima della guerra
Prima della guerra
Prima della guerra
Prima della guerra

Brucia le banche

Brucia le banche
bruciane tante
calpesta le piante (Bravo!)
Brucia le banche
bruciane tante
calpesta le piante
Bravo ! Ma bravo Dai!

Se tu bruci una banca
il direttore poi si sbianca
gli dai in testa anche una panca
e vedrai che poi la pianta
/ (si skianta)

Panka Rock Panka Rock Panka Rock Panka Rock

Brucia le banche
bruciane tante
calpesta le piante (Bravo!)

Dante di Nanni

Nel traffico del centro
pedala sopra il suo triciclo
e fischia forte alla garibaldina.

Il carico che piega le sue gambe è l’ingiustizia,
la vita è dura per Dante di Nanni.

L’alba prende il treno e c’è odore di porcile
sui marciapiedi della sua pazienza,
e nella testa pesano volumi di bugie.
La sera studierà, Dante di Nanni.

Trent’anni son passati, da quel giorno che i fascisti
ci si son messi in cento ad ammazzarlo
E cento volte l’hanno ucciso, ma tu lo puoi vedere:
gira per la città, Dante di Nanni.

L’ho visto una mattina sulla metropolitana
E sanguinava forte, e sorrideva.
Su molte facce intorno c’era il dubbio e la stanchezza.
Ma non su quella di Dante di Nanni.

Trent’anni son passati, da quel giorno che i fascisti
ci si son messi in cento ad ammazzarlo
E ancora non si sentono tranquilli, perché sanno che gira per la città, Dante di Nanni.

Giocala

Che cosa c’è
ti sei pentita
vorresti ritornare indietro e dirgli cosa!
che sei cambiata
che sei diversa
che in questi quattro soli giorni sei “cresciuta!”
ma c’e’ qualcosa che ti frena…
si chiama “orgoglio” quello! che ti frega!

Corri e fottitene dell’orgoglio!
ne ha rovinati piu’ lui che il petrolio
ci fosse anche solo una probabilita’…
Giocala giocala | giocala giocala | giocala giocala.

Ma c’e’ qualcosa che ti frena
certo il tuo orgoglio, tu, che… che ti frega!
Corri e fottitene dell’orgoglio
ne ha rovinati piu’ lui che il petrolio
ci fosse anche solo una probabilita’
prendila prendila
prendila prendila
prendila prendila
prendila!

Ma c’e’ qualcosa che ti frena…
e’ sempre il solito orgoglio
che ti frega…

Corri e fottitene dell’orgoglio!
ne ha rovinati piu’ lui che il petrolio
ci fosse anche solo una probabilita’…
Giocala giocala | giocala prendila | prendila prendila
prendila…

Cara

Cosa ho davanti, non riesco
più a parlare
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire,
dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.

Quanti capelli che hai,
non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni
e per i miei che sono cento
non c’è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.

Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento
a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi,
se mi vieni più vicino…

La notte ha il suo profumo
e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto,
che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto…
che pena… che nostalgia
non guardarti negli occhi
e dirti un’altra bugia

Almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo
e tu che mangi il gelato.
Tu corri dietro al vento
e sembri una farfalla
e con quanto sentimento
ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano,
puoi volarmi nella mano

ma so già cosa pensi,
tu vorresti partire
come se andare lontano
fosse uguale a morire
e non c’e’ niente di strano
ma non posso venire

Così come una farfalla
ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro
ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori
per provare anch’io a volare

e la notte cominciava
a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava
di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto “OLE’” sono perduto.

La notte sta morendo
ed è cretino cercare
di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me l’ ho gia detto
che voleva prenderti per mano
e volare sopra un tetto.

Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo è sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce e così sia.

Fuochi fatui

Fuochi fatui su New York
piatti sporchi e bottiglie
sono solo nella città
volan mosche in cucina.

Fuochi fatui su New York
ricordi di odori ricordi di sapori
ora qui solo chiuso dentro me,
vuota il bicchiere ti verso da bere.

Fuochi fatui su New York,
ma New York è lontana
e questa città è un deserto,
nemmeno un locale aperto.

Fuochi fatui su New York
nubi senza pioggia
uccelli che non san più volare,
io qui non riesco più a stare.

Fuochi fatui su New York
non trovo le scarpe non riesco più ad andare
come posso come devo fare.
Fuochi fatui su New York.

prete, croce, sedia e morte

prete, croce, sedia e morte

danza il tempo nelle gabbie
guardami
guardami
il prete col cristo mentre piove
guardami
guardami
ogni luce sta morendo
ride la guardia nel sonno
fuori è un altro giorno, un sogno
oggi non mi sveglierò
amore perso cancellato
foto nel buio sulla fronte
guardami
guardami
il prete col cristo mentre piove
guardami
aiutami
ogni luce sta morendo
ride la guardia nel sonno
fuori è un altro giorno, un sogno
oggi non mi sveglierò
danza il tempo nelle gabbie
guardami
guardami
ogni luce sta morendo
oggi non mi sveglierò

Dedicato

Ai suonatori un po’ sballati
ai balordi come me
a chi non sono mai piaciuto
a chi non ho incontrato
chissà mai perché
ai dimenticati
ai play-boy finiti
e anche per me.

A chi si guarda nello specchio
e da tempo non si vede più
a chi non ha uno specchio
e comunque non per questo
non ce la fa più
a chi ha lavorato
a chi è stato troppo solo
e va sempre più giù.

A chi ha cercato la maniera
e non l’ha trovata mai
alla faccia che ho stasera
dedicato a chi ha paura
e a chi sta nei guai
dedicato ai cattivi
che poi così cattivi
non sono mai.

Per chi ti vuole una volta sola
e poi non ti cerca più
dedicato a chi capisce
quando il gioco finisce
e non si butta giù
ai miei pensieri,
a come ero ieri
e anche per me.

E questo schifo di canzone
non può mica finire qui
manca giusto un’emozione
dedicato all’amore
lascia che sia così
ai miei pensieri
a come ero ieri
e anche per me.

Ai miei pensieri
a come ero ieri
e anche per me.